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WIKICRAZIA
L'azione di governo
al tempo della Rete
Alberto Cottica


di Luciano Sartirana


Moltissimi di noi conoscono Wikipedia, l’enciclopedia su web costruita dall’apporto di migliaia e migliaia di persone. Viene resa pubblica una pagina su un argomento; chi nota incompletezze o errori interviene per correggere e completare; più persone frequentano Wikipedia e più è facile individuare le cose che non vanno e rendere valida quella pagina.
Molti di noi partecipano da anni a gruppi, discussioni, costruzione di eventi o progetti su web. Qualcuno lancia una piccola idea; chi ha la questione a cuore dice la sua, discute con gli altri, porta dati e dimostrazioni, si incazza, trova il modo di sapere e fare infine le cose con tanti altri. O anche si scoccia e se ne va. Se inizia a piantar grane in modo sterile, viene via via messo da parte dagli altri e il progetto va avanti lo stesso.

Alcuni di noi hanno forse avuto modo di prendere parti a progetti sociali pubblici. Un Comune vuole realizzare una cosa; istituisce un tavolo e convoca tutti i soggetti che pensa interessati: associazioni, scuole, aziende private, Onlus, Asl, possibili sponsor, partiti, sindacati, categorie, singoli cittadini. Iniziano lunghe e faticose trattative fra tutti questi soggetti; chi è messo in minoranza può decidere di andarsene, togliendo però credibilità al tavolo; i vertici di un’associazione o un’azienda possono sconfessare i loro rappresentanti; l’esame di ricerche e documentazione prende molto tempo e richiede esperti; chi pensa di avere più potere cerca di far pesare la sua opinione. Alla fine le cose si fanno, certo, la prassi è oggi universalmente consolidata… ma in quanto tempo, con quanto coinvolgimento dei reali interessati? E poi, il Comune e quasi tutti gli altri si ritengono soddisfatti una volta firmato protocolli d’intesa e deciso delibere… chi starà poi dietro al progetto nel tempo, per verificarne sviluppi, problematicità, cose da correggere?

"Wiki", in hawaiano, vuol dire "rapido, veloce, istantaneo".

Cosa succederebbe, quali orizzonti si aprirebbero per le politiche sociali, culturali, economiche, ambientali pubbliche se esse venissero invece decise con le stesse modalità di Wikipedia o dei gruppi di discussione su Internet? Se alla discussione e alla decisione partecipassero tutti quelli davvero interessati – senza barriere politiche o di categoria – e che le decisioni stesse venissero appunto prese aggirando veti, lungaggini, equilibrismi diplomatici? Badando al sodo e al coinvolgimento? Ignorando chi crea tensione e affinando di continuo un progetto grazie ai tanti contributi possibili?

Queste suggestioni iniziali vengono sviluppate da Alberto Cottica (economista, collaboratore del Ministero dello Sviluppo Economico, direttore della comunità creativa di Kublai) nel libro "Wikicrazia", dell’editore palermitano Navarra, (specializzato in questioni emergenti e ricerche di frontiera).

- Alberto Cottica… ma guarda, si chiama come quello che suona, fa musica, aveva fondato i Modena City Ramblers… e poi anche i Fiamma Fumana…
- Non è che si chiama come, è proprio lui…

Alberto ci guida attraverso esperienze estere, problematiche e possibilità, prospettive di innovazione, linguaggi con competenza e leggerezza. Quasi a ogni pagina ci ricorda che questo suo è stato un lavoro collettivo – tuttora in fieri - reso possibile dai contatti e dai dibattiti in Rete e nella realtà. Professionalità, lungimiranza, e tanta gratitudine.
Un libro importante e da leggere subito, perché non capita tutti i giorni di avere sottomano una finestra sul futuro.
Un libro che si legge facile.
Un libro techno e da pianure aperte, come la sua musica.