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Una conversazione tra
Mariapia Veladiano e Irvine Welsh
di Emanuela Scuccato
Di recente, in un noto bar prospiciente Piazza dei Signori in quel di Vicenza, mi è capitato per puro caso di orecchiare una conversazione tra il Signor Irvine Welsh e la Signora Mariapia Veladiano.
Di solito non sono una ficcanaso, ma il dialogo tra i due mi è parso così bizzarro, che ho deciso di riportarlo integralmente. Per chi non avesse idea di chi sono Irvine Welsh e Mariapia Veladiano affido a loro stessi il compito di presentarsi. Come? Tramite i Ringraziamenti che entrambi appongono in calce e in apertura dei loro rispettivi romanzi. A mio avviso, infatti, tali esposizioni rappresentano egregiamente la loro differente Weltanschauung.
Ringrazio il Premio Calvino. Ogni anno un bel mondo di persone, per amore della scrittura, generose del loro tempo, leggono e leggono in cerca di narrazioni che possano essere condivise con chi frequenta il mondo dei libri.
Da loro questo romanzo è stato riconosciuto.
(Mariapia Veladiano)
Amore per tutte le bande giovanili di
Edimburgo, Glasgow, Amsterdam,
Londra, Manchester, Newcastle, New
York, San Francisco e Monaco.
Gloria all’Hibernian.
Riguardatevi.
(Irvine Welsh)
La conversazione
«Nah… e dai, stella, hai scritto una gran cagata… ammettilo…»
«Quelli del Premio Cal-vi-no… Loro… Il mio romanzo…»
«E dai, vecchia…quelli sono tutti dei gran Manici di scopa… Lo sai… no? …come sono i Manici di scopa…»
«No che non lo so… Cioè… sì! È un’altra delle tue trovate… L’ho letta… l’ho letta in quel tuo libro… Però non ti permetto, in questo caso…»
«… E che cazzo, dai… Si capisce che quella lì è tutta gente che non tocca droghe… i Manici di scopa, dico… Babbi fissati con quella merda di casa e giardino… Un po’ come la protagonista del tuo libro… come si chiama?.. ah sì! Rebecca… Be’, quella era fissata con il fiume, più che altro… Comunque… per tornare ai Manici di scopa… Quelli si scopano solo tra loro… Mesti con mesti, no?»
«Scusa?»
«Sa il cazzo perché sto qui a parlare con te… Oggi proprio non riesco a decollare. Ho preso un paio di pasticche di metadone per planare…»
«No, guarda… Sono io che non so proprio perché me ne sto qui a parlare con te…»
«Seh…che non lo sai! Cazzo sto a fare in questo ghetto di “città del Palladio” di merda a sentire una… una esteta del dolore del cazzo come te? Credimi, vecchia, secondo me tu hai solo bisogno di sbattere…»
«Senti, ma guarda che io i tuoi libri li ho letti, sai? E quello lì… “Ecstasy”, giusto?... non vorrai dirmi che è un gran libro…»
«Seh… gran libro! Cazzo vuol dire Gran Libro?»
«Vuol dire Con-te-nu-ti. Per Esempio. Vuol dire…»
«E dai, stella, che contenuti vuoi trovare in un libro? È solo un modo per far soldi… È solo un modo del cazzo come un altro per fare un po’ di fresca. Anche a te ti piacerà la fresca, no?»
«…Scusa, sai… ma io quei tuoi personaggi non li ho proprio capiti… Mi sembravano caricature… Prendi Lloyd… Ma ti pare credibile uno come Lloyd? Un fattone che si innamora perso… A un certo punto mi sembrava di leggere Liala… Solo che il racconto era pieno di parolacce, e allora… sai com’è… la volgarità tira sempre… Di questi tempi, poi… Per quanto ? e mi spiace un po’ doverlo riconoscere ? con le oscenità te la cavi proprio benino…»
«Perché invece quella tua Lucilla… la trippona amica di Rebecca… quella lì sì che è credibile, vero? Per non parlare della… come la chiami la… De Lellis? Ah, sì! La “Signora della notte”… Gran cazzi! Te l’ho detto, vecchia, tu hai bisogno di una bella ingroppata… Vivi nel paradiso degli scemi... E chi cazzo sarebbe poi questa Laila?»
«I soliti argomenti maschilisti… Odiosi! Ti ricordo che stiamo parlando di storie, di libri… E poi non Laila… Liala!»
«…E il padre di Rebecca? Che mi dici del padre di Rebecca? …“un minuscolo cucciolo di charles spaniel finito per sbaglio in una covata di lupi”… Ma di che merda ti eri fatta? Be’ stella, forse… e dico forse, attenta!... sapresti anche scrivere… Com’è vero che io saprei farti venire alla grande… Però, vecchia, sta’ città in culo al mondo mi sa che ti ha fottuto il cervello…»
«E tu allora? Tutto quello splatter che spari un tanto al chilo qua e di là nei racconti di quel tuo ro-man-zo …“Ecstasy”… Che senso ha, me lo dici?»
«Mai sentito parlare di reputazione, piccola? Ehi, hai presente “Trainspotting”? Sono io quello che ha scritto quella roba lì, io! “Il capofila della chemical generation”… Mica cazzi!»
«E allora?»
«Ci ho fatto su un bel po’ di fresca, ti pare niente?»
«Se era per scucirla poi tutta alla Figa Velenosa, potevi anche risparmiarti la fatica, no?»
«Ooh là là…Però, stellina! …vedo che impari presto… Sono pronto a scommettere che tra un po’ mi chiederai di tirarci qualche riga insieme… di là nel cesso… A proposito, com’è la polìs da queste parti?»
«…Stavamo parlando di libri… Ti ricordi? Ci sei?»
A questo punto il Signor Irvine Welsh ha detto sottovoce: «Se c’è una cosa che queste teste di cazzo non riescono a capire è proprio che i soldi per la droga e il ballo non sono un lusso, cazzo. Sono un bene essenziale.»
Credo si trattasse di una citazione letterale da “Ecstasy”.
«…Vabbè stella… tornando a questa cazzo di para sui libri con la quale mi stai fumando il cervello…io e te qualcosa in comune l’abbiamo… In fondo… Seh… in fondo…anche se non ci credi, piccola… i nostri libri si somigliano. Per quanto il tuo, onestamente cazzo, non sia neanche lontanamente paragonabile al mio…»
«E cioè? Sarebbe?»
«Sarebbe che raccontiamo storie… del cazzo… Roba che leggi, e dopo tre minuti tre, te la puoi buttare anche in culo. È come quando sei sotto E e ti impasticchi un fighino. Le emozioni ribollono. Ma quando arriva il planaggio… Ti senti di merda, capito?»
«No che non capisco… Parli proprio come Nukes, l’amico “del cuore” di Lloyd… Ti stai autocitando di nuovo, per caso?»
«Vecchia, il tuo cazzo di libro non vale un cazzo! Chiaro? In prospettiva, dico… E neanche il mio vale un cazzo… In prospettiva! Anche se, come ti dicevo, il paragone tra me e te…»
«Be’, sei fatto… inutile parlare… Però una cosa te la voglio dire lo stesso… Il futbol… come lo chiami tu… Per come lo racconti è assolutamente privo di senso e… E violento! Anzi, superviolento! Però… è stato… era… divertente!»
«Nah, forse non sei una Manico di scopa come sembri… Grazie al culo non del tutto, vecchia. Chiaro, però, che non sei neanche una Da party…»
«Che fai, ricominci? Ti ho appena fatto un complimento…»
«Seh… il futbol… Cazzo ne sai tu, un quasi Manico di scopa infighettato… Tirannosaurus Rex della scrittura…di futbol… Mi sa che in questa città di merda, a parte quel catorcio di Pablito… A proposito che fine ha fatto quel gran cazzo del Real Vicenza?... Seh… il futbol…»
A questo punto la Signora Veladiano si è alzata, è andata alla cassa, ha pagato la sua consumazione (un tè, naturalmente) ed è uscita dal bar. Il Signor Welsh ha invece ordinato un daiquiri alla fragola ed è andato alla toilette.
Test
Sapreste riconoscere, così su due piedi, l’autore delle seguenti frasi in corsivo?
1) Gli faccio segno con la testa e arriva. «Stavi parlando con qualcuno in particolare?» gli chiedo, sentendomi raggrinzire dentro per la mia voce: da gatta, gelosa, sarcastica.
Si limita a un sorriso dolce e tiene gli occhi fissi sui miei. «Lo sto facendo adesso» risponde.
a) Irvine
b) Mariapia
2) Non ho mai usato il profumo di mia madre. Tengo le boccette in camera e la piccola Rebby ci gioca trasformandole in schiere di fate che fanno il girotondo. Qualche giorno fa ne ha rotta una e il profumo ha inondato la casa.
a) Irvine
b) Mariapia
1) Se avete risposto a), complimenti!, avete indovinato. Se avete risposto b), mannaggia!, c’eravate quasi…
2) Tutto uguale, ma alla rovescia.
Clicca sul titolo per ordinare il libro:
- Mariapia Veladiano,
LA VITA ACCANTO, Torino, Einaudi, Stile Libero Big, 2011.
- Irvine Welsh,
ECSTASY, Parma, Guanda, 1997.