IL RISORGIMENTO ITALIANO (1814-1861)


1 novembre 1814-8 giugno 1815: Congresso di Vienna; la penisola è divisa in sette Stati:

- Regno di Sardegna (Piemonte, Liguria, Nizza, Sardegna; re Vittorio Emanuele I di Savoia);

- Regno Lombardo-Veneto (Lombardia, Repubblica di Venezia; imperatore d'Austria Francesco I d’Absburgo);

- Ducato di Parma e Piacenza (Maria Luisa di Absburgo-Lorena, figlia dell'imperatore Francesco I);

- Ducato di Modena e Reggio (arciduca Francesco IV d'Absburgo-Este);

- Granducato di Toscana (Ferdinando III di Absburgo-Lorena);

- Stato Pontificio (Lazio, Umbria, Marche, Romagna, Pontecorvo e Benevento; papa Pio VII);

- Regno delle Due Sicilie (Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia; re Ferdinando IV di Borbone)


30 marzo 1815: Proclama di Rimini; Gioacchino Murat, durante la guerra austro-napoletana, rivolge un appello a tutti gli italiani affinché si uniscano per salvare il Regno di Napoli

24-25 giugno 1817: primi moti carbonari a Macerata (Stato Pontificio); 13 congiurati condannati a morte e poi graziati

1 luglio 1820: moti carbonari a Napoli, guidati da Guglielmo Pepe, Michele Morelli e Giuseppe Silvati, impongono a re Ferdinando I di concedere la Costituzione

13 ottobre 1820: i carbonari milanesi Piero Maroncelli, Silvio Pellico, Federico Confalonieri e molti altri sono arrestati e imprigionati nella fortezza dello Spielberg, vicino a Brno

gennaio 1821: insurrezione carbonara a Torino (Regno di Sardegna), soffocata nel sangue

7 marzo 1821: gli austriaci invadono il Regno di Napoli e battono i carbonari nella battaglia di Andronico; la Costituzione è annullata; Pepe, Silvati e Morelli condannati a morte

5 febbraio-26 aprile 1831: moti carbonari e costituzione a Bologna (Stato Pontificio) dello stato delle Provincie Unite Italiane; repressione diretta degli austriaci

13 settembre 1821: papa Pio VII emette la bolla Ecclesia a Iesu Cristo, dove condanna la Carboneria e ne scomunica gli aderenti

1828: insurrezione carbonara nel Cilento (Regno delle Due Sicilie); repressione, 33 condanne a morte, il paesino di Bosco raso al suolo

27 aprile 1831: Carlo Alberto diventa re di Sardegna

luglio 1831: Giuseppe Mazzini fonda a Marsiglia la “Giovine Italia”

novembre 1832: esce “Le mie prigioni”, di Silvio Pellico

1834: moti di aderenti alla Giovine Italia” in Piemonte, vi partecipa anche Giuseppe Garibaldi; condannato a morte, fugge in America Latina, dove partecipa a moti indipendentisti in Brasile e Uruguay

1839: a Pisa (Granducato di Toscana) nasce la Società Italiana per il Progresso delle Scienze

1839: a Pisa (Granducato di Toscana) ha luogo il "Primo congresso degli scienziati italiani"

13 giugno 1844: i fratelli veneziani Attilio ed Emilio Bandiera partono da Corfù per organizzare un’insurrezione nel Regno delle Due Sicilie

25 luglio 1844: i fratelli Bandiera sono catturati e fucilati dalle truppe di Ferdinando II nei pressi di Cosenza

16 giugno 1846: il cardinale Giovanni Maria Mastai Ferretti, considerato un liberale, viene eletto papa con il nome di Pio IX; elezione che rafforza il movimento neoguelfo di Vincenzo Gioberti e Cesare Balbo, appoggiato anche da Alessandro Manzoni

3 novembre 1847: lega doganale fra Regno di Sardegna, stato Pontificio e Granducato di Toscana; in realtà non se ne fa nulla

novembre 1847: i patrioti genovesi Goffredo Mameli (testo) e Michele Novaro (musica) compongono l'inno "Fratelli d’Italia"

11 febbraio 1848: rivolta in Sicilia; Ferdinando II concede lo Statuto, una Costituzione simile a quella francese del 1830

15 febbraio 1848: Leopoldo II di Toscana concede lo Statuto

23 febbraio 1848: rivolte in Francia

28 febbraio 1848: rivolta nel Baden e poi in molti altri Stati tedeschi

4 marzo 1848: Carlo Alberto, re di Sardegna, promulga lo Statuto, chiamato appunto albertino

13 marzo 1848: rivolte in Austria

14 marzo 1848: Pio IX concede lo Statuto nello Stato Pontificio

15 marzo 1848: rivolte in Ungheria

17 marzo 1848: proclamazione a Venezia della Repubblica di San Marco, austriaci cacciati

18-22 marzo 1848: Cinque Giornate di Milano contro l’occupazione austriaca

23 marzo 1848: Carlo Alberto dichiara guerra all’Austria e le truppe piemontesi entrano in Lombardia

28 marzo 1848: rivolte in Polonia

29 aprile 1848: papa Pio IX dichiara di non volere uno scontro fra Stati cattolici e ritira le sue truppe dalla Lombardia, all’inizio inviate a Carlo Alberto

30 aprile 1848: vittoria piemontese a Pastrengo

6 maggio 1848: vittoria piemontese di Santa Lucia, nei pressi di Verona

28 maggio 1848: battaglia di Curtatone e Montanara, gli austriaci sono bloccati ma non vinti

30 maggio 1848: battaglia di Goito; i piemontesi conquistano la fortezza di Peschiera e Carlo Alberto è proclamato Re d’Italia

10 giugno 1848: gli austriaci occupano di nuovo Vicenza

23-25 luglio 1848: gli austriaci battono i piemontesi a Custoza; Carlo Alberto inizia la ritirata

4 agosto 1848: battaglia di Milano, piemontesi sconfitti

9 agosto 1848: a Vigevano il generale piemontese Carlo Canera di Salasco firma l’armistizio con gli austriaci

24 novembre 1848: nuove rivolte a Roma e fuga di Pio IX a Gaeta

30 gennaio 1849: rivolte in Toscana, fuga di Leopoldo II a Gaeta

9 febbraio 1849: proclamazione della Repubblica Romana, sotto la guida di Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi, Carlo Armellini e difesa da Giuseppe Garibaldi

20 marzo 1849: Carlo Alberto rompe la tregua e rilancia la guerra contro gli austriaci

22-23 marzo 1849: battaglia di Novara; piemontesi duramente sconfitti, abdicazione di Carlo Alberto a favore del figlio Vittorio Emanuele II; gli austriaci rioccupano il Lombardo-Veneto

23 marzo-1 aprile 1849: Dieci Giornate di Brescia: insurrezione e resistenza della città contro gli austriaci;

1 giugno 1849: le truppe francesi, alleate del papa, occupano Roma

21 giugno 1849: truppe austriache occupano Ancona dopo venti giorni di assedio; si era dichiarata indipendente dallo Stato Pontificio

2 luglio 1849: resa della Repubblica Romana

23 agosto 1849: resa di Venezia agli austriaci, sconfitta da assedio, bombardamenti e colera

12 aprile 1850: papa Pio IX torna a Roma e abroga la Costituzione concessa due anni prima

7 dicembre 1852: il governatore del Lombardo-Veneto Radetzky fa eseguire a Belfiore, presso Mantova, l’impiccagione dei patrioti don Enrico Tazzoli, Angelo Scarsellini, Carlo Poma, Bernardo De Canal e Giovanni Zambelli.

6 febbraio 1853: rivolta a Milano, fallita per disaccordi e rpicche tra socialisti e mazziniani

3 marzo 1853: Belfiore, impiccagione di Tito Speri, Carlo Montanari, don Bartolomeo Grazioli

19 marzo 1853: Belfiore, impiccagione di Pietro Frattini

4 luglio 1853: Belfiore, impiccagione di Pier Fortunato Calvi

29 maggio 1855: il Regno di Sardegna adotta una legge che sopprime tutti gli ordini religiosi; papa Pio IX scomunica il primo ministro Cavour e re Vittorio Emanuele II

28 giugno 1857: sbarco di Carlo Pisacane e altri a Sapri (SA), con l'intento di accendere una rivolta nel Napoletano

2 luglio 1857: Pisacane e gli altri sono fermati e uccisi da briganti e contadini

22 luglio 1858: accordi di Plombières fra Francia e Regno di Sardegna: in caso di attacco austriaco, i francesi sarebbero scesi in guerra come alleati di Torino

10 gennaio 1859: forte di un patto con la Francia, re Vittorio Emanuele II pronuncia il discorso dove promette "che non saremo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi..."

Febbraio 1859: Garibaldi costituisce in Piemonte il corpo dei "Cacciatori delle Alpi" che schiera ai confini con l'Austria, sul Ticino

26 aprile 1859: le truppe austriache attraversano il Ticino

27 aprile 1859: i ducati emiliani, le legazioni pontificie e il Granducato di Toscana chiedono di negoziare l'annessione al Regno di Sardegna

12 maggio 1859: le truppe francesi di Napoleone III entrano in Piemonte

Maggio-giugno 1859: vittorie franco-piemontesi, ma con alte perdite; i "Cacciatori delle Alpi" di Garibaldi conquistano Varese, Bergamo e Brescia

20 giugno 1859: le truppe di Pio IX reprimono duramente una rivolta a Perugia, facendo centinaia di vittime tra la popolazione

11 luglio 1859: armistizio di Villafranca; Napoleone III si ritira; la Lombardia è annessa al Regno di Sardegna, tranne Mantova

11-12 marzo 1860: agenti piemontesi organizzano plebisciti in Emilia e Toscana, che votano per unirsi al Regno di Sardegna

24 marzo 1860: Cavour cede Nizza e la Savoia alla Francia in cambio del riconoscimento dei nuovi confini

4 aprile 1860: Palermo, rivolta della Gancia a opera dei mazziniani Francesco Crispi e Francesco Riso, subito repressa

10 aprile 1860: marcia da Messina a Piana dei Greci, organizzata da Rosolino Pilo, per chiedere l'intervento piemontese

18 aprile 1860: Cavour invia due navi da guerra a Palermo, ufficialmente per salvare cittadini piemontesi in caso di altri disordini

4 maggio 1860: in segreto, il governo piemontese noleggia due navi dall'armatore Rubattino e le affida a Garibaldi, insieme a una cifra di 7.905.607 lire dell'epoca

5 maggio 1860: Garibaldi e i Mille (1162; il più giovane è Giuseppe Marchetti, di Chioggia, di meno di undici anni, imbarcatosi con il padre) partono da Quarto, nel Comune di Genova;

7 maggio 1860: sosta a Talamone, in Toscana, per imbarcare viveri e tre cannoni; Garibaldi sbarca il colonnello Callimaco Zambianchi e 64 volontari per azioni di disturbo nello Stato Pontificio; qualche scontro, poi vengono quasi subito fermati a Orvieto

9 maggio 1860: sosta a Porto Santo Stefano, sempre in Toscana, per imbarcare carbone; nove mazziniani se ne vanno perché non avevano capito che avrebbero combattuto per il Regno di Sardegna

11 maggio 1860: dopo un viaggio piuttosto contorto - era arrivato quasi in Tunisia - per evitare navi da guerra borboniche, Garibaldi sbarca a Marsala

14 maggio 1860: a Salemi, Garibaldi dichiara di assumere la dittatura dell'isola in nome di Vittorio Emanuele II; via via, centinaia di volontari siciliani si uniscono ai Mille

15 maggio 1860: battaglia di Calatafimi, Garibaldi sconfigge le truppe borboniche

27-30 maggio 1860: attacco garibaldino a Palermo, nel frattempo scossa da una rivolta popolare; i borbonici bombardano la città dalle navi, ma i Mille e gli insorti hanno la meglio

2-3 giugno 1860: insurrezione a Catania

giugno 1860: arrivo di circa 5.000 volontari a fianco dei Mille, da tutta Italia; e di 1.500 fucili da Malta, forniti dagli inglesi

20 luglio 1860: battaglia di Milazzo, rotta definitiva dei borbonici

27 luglio 1860: Garibaldi arriva a Messina; i borbonici lasciano la città e la Sicilia

19 agosto 1860: i Mille sbarcano a Melito di Porto Salvo, in Calabria; ormai sono circa 20.000

30 agosto 1860: a Soveria Mannelli (CZ), un corpo borbonico di 10.000 uomini si arrende senza combattere

2 settembre 1860: Garibaldi arriva a Rotonda, in Basilicata, regione da tempo in rivolta

7 settembre 1860: re Ferdinando II abbandona Napoli; Garibaldi - praticamente senza scorta - vi entra accolto con gioia dalla folla

18 settembre 1860: battaglia di Castelfidardo, nella Marche, fra truppe piemontesi che avevano invaso lo Stato Pontificio e soldati del papa

1 ottobre 1860: battaglia del Volturno; 24.000 garibaldini sconfiggono i 50.000 uomini della residua armata borbonica

13 ottobre 1860: plebiscito nelle regioni meridionali, che votano per l'annessione al Regno di Sardegna

26 ottobre 1860: a Teano, vicino Caserta, Garibaldi si incontra con Vittorio Emanuele II

6 novembre 1860: Vittorio Emanuele II si rifiuta di passare in rassegna le truppe garibaldine; Garibaldi si ritira a Caprera, isola della Sardegna.
A molti ufficiali borbonici fu consentito di entrare nell'esercito del Regno d'Italia con lo stesso grado; chi rimase fedele a Francesco II fu deportato nei campi di prigionia di Alessandria, San Maurizio Canavese e nel Forte di Fenestrelle, ove a migliaia trovarono la morte per fame, stenti e malattie.
Alcuni continuarono a combattere per l'indipendenza delle Due Sicilie, unendosi ai briganti. Anche qualche garibaldino, come Carmine Crocco.
Agli ufficiali di Garibaldi, invece, il grado fu riconosciuto in pochissimi casi, ma molti (Nino Bixio, Enrico Cosenz) ebbero un ruolo importante nelle successive azioni belliche.
Il colonnello Enrico Fardella combattè nella guerra di Secessione americana.

4-5 novembre 1860: plebiscito in Umbria e Marche, stesso risultato

7 novembre 1860: Vittorio Emanuele II entra a Napoli

13 novembre 1860: assedio di Gaeta da parte dei garibaldini; re Ferdinando II vi si era infatti rifugiato

13 febbraio 1861: fine dell'assedio di Gaeta, da parte dell'esercito piemontese; Ferdinando II in esilio

17 marzo 1861: proclamazione a Torino del Regno d’Italia