"...non narrazione pura, e nemmeno un saggio. Semplicemente, è l’unico modo in cui credo possa essere raccontata
Milano, dove sono nato e vivo. Una città di percorsi e di traiettorie; una città da
guardare in steady-cam, o con campi lunghissimi; una città mal compresa, da
(r)itrovare nei suoi frammenti, nelle sue macerie. Nel narrare questa sua incompiutezza anche la
scrittura è costretta ad abbandonare uno stile sicuro e rassicurante, a sfaldarsi. Non esistono più
bussole... al massimo sopravvivono sensazioni, momenti, brandelli di storie."